in

Trapianto capelli: ecco le tecniche più utilizzate

Non sai come risolvere la perdita dei capelli? Ti presentiamo diversi metodi per combattere il problema

trapianto dei capelli
adobestock.com

Non ci sono dubbi che la perdita di capelli rappresenta un disagio rilevante, che ha importanti ripercussioni sul nostro aspetto fisico, sul modo in cui vediamo la nostra immagine e naturalmente anche sul piano psicologico.

Il trapianto rappresenta una valida soluzione, ma è importante però sempre affidarsi nelle mani di professionisti competenti ed esperti.

consigli sul trapianto dei capelli
adobestock.com

In ogni caso le tecniche utilizzabili per effettuare un trapianto di capelli sono diverse, ecco alcune di esse:

Metodo FUT

Il metodo FUT è una tecnica ormai sconosciuta, che oggi non viene praticamente più utilizzata. In questo caso viene infatti prelevata dall’area donatrice una striscia di cuoio capelluto; questo fa sì che i lembi dell’area in cui è stato effettuato il prelievo vadano poi ricuciti creando in questo modo una cicatrice estesa e visibile.

Metodo FUE

Il metodo FUE appresenta l’evoluzione del metodo FUT. Con questa tecnica si rimuovono delle piccolissime zone corrispondenti agli interi follicoli piliferi, una alla volta, grazie all’utilizzo di un lungo ago, cavo all’interno. Questo evita la formazione di una lunga cicatrice, ma al suo posto se ne hanno comunque tante piccole; questo può portare a diradazione e fibrosi dell’area donatrice.

Metodo HST

Il metodo HST è quello che oggi viene maggiormente utilizzato. HST è l’acronimo di Hair Stemcell Transplation, ed è proprio sull’utilizzo e la conservazione delle cellule staminali che si basa questo metodo. Avvalendosi di un ago cavo molto piccolo vengono rimossi i follicoli piliferi, che però a differenza di quanto avviene nel metodo FUE, non vengono tolti nella loro interezza. Questo è reso possibile dal fatto che, prima di essere prelevati, i follicoli stessi vengono divisi, sempre mediante l’utilizzo di un ago. Ciò fa sì che alcune cellule staminali permangano nella zona donatrice, prevenendo il diradamento e l’eventuale fibrosi della stessa. In ogni caso questa tecnica è molto meno invasiva  perché evita praticamente la formazione di cicatrici visibili, e favorisce una crescita omogenea del pelo, garantendo un aspetto molto più naturale.

I follicoli vengono poi trapiantati nell’area priva di capelli, detta zona ricevente. Anch’essi si porteranno con sé un certo numero di cellule staminali: questo farà sì che possano esserne prodotti di nuovi. In poche settimane si assisterà quindi alla loro crescita sia nell’area donatrice che in quella ricevente; il risultato è visibile e ben apprezzabile dopo un ciclo completo di trattamenti, della durata totale di nove mesi.